La Grotta dello Smeraldo
A circa 5 km dal centro di Amalfi, in direzione di Positano, lungo la Strada Statale 163, si incontra l'incantevole baia di Conca dei Marini, nel cui cuore ha trovato origine la grotta della Smeraldo. Non deve meravigliare che la grotta
sia denominata dello "smeraldo", in quanto comunicando con il mare aperto attraverso un tunnel subacqueo, riceve luce solare, grazie alla quale crea un'atmosfera surreale. La grotta dello Smeraldo è raggiungibile oltre che attraverso la SS 163, anche per via mare, mediante imbarcazioni che fanno la spola dal porticciolo di Amalfi. Nelle sue acque è possibile altresì ammirare un presepe subacqueo, in ceramica, posto sul fondo della grotta a circa 4 metri. La scoperta della grotta risale ad oltre mezzo secolo fa ad opera di un pescatore locale che attraverso una minuta apertura riuscì, per primo, ad ammirare questo spettacolo della natura. Oggi, la grotta può essere visitata grazie alla presenza di alcune zattere, condotte da marinai, che guidano il turista in questa breve, ma affascinante avventura.
La torre del Capo di Conca
La meravigliosa baia di Conca custodisce un altro gioiello; sul suggestivo promontorio detto, Capo di Conca , troneggia fiera e solitaria la “Torre Bianca”, una torre di guardia, eretta nel Cinquecento, a testimonianza delle terribili invasioni piratesche e saracene.
Fra il IX ed il XVI secolo, infatti, la Costiera è stata oggetto di feroci attacchi saraceni, con periodi di relativa calma, alternati a periodi di recrudescenza del fenomeno.
Questa situazione ha lasciato traccia su tutta la costa con una sequela di torri di avvistamento e di difesa, che per la maggior parte furono costruite alla metà del ‘500, quando il vicerè di Napoli, Pedro de Toledo, ordinò di dare un ordinamento globale alle strutture difensive costiere, ma le più antiche risalgono al ‘200 e qualcuna addirittura precedente.
Le torri di difesa sorgevano vicino ai centri abitati, avevano una guarnigione e spesso batterie di cannoni.
Le torri di guardia, invece, erano più piccole, avevano pochi uomini di guardia e sorgevano spesso in località difficilmente raggiungibili, ma in ottima posizione per sorvegliare grandi tratti di mare.
Ogni torre era in vista delle due limitrofe, in modo da poter comunicare nel più breve tempo possibile a mezzo di segnali di fumo durante il giorno, e fuoco durante la notte.
La torre di Conca la più bella della riviera, grazie alla sua suggestiva posizione, è una torre aragonese, perchè di forma quadrangolare, con volte a botte incrociate e spessore della muratura maggiorato sul lato esterno per sopportare meglio i colpi di artiglieria.
Della Torre Bianca si è parlato è scritto al lungo in passato, per il fatto che fino agli anni '60 del secolo sorso, fungeva da cimitero dei conchesi. Se ne discusse persino all' ONU e vi fu chi la paragonò alle “Torri del silenzio” indiane, le Dakhmas dove i Parsi, seguendo la religione di Zoroastro, sogliono deporre i morti.
Tuttavia, questo nobile sepolcreto non ha mai avuto, in realtà, nulla di macabro e funereo, tanto è vero che sul promontorio dove sorge, sono sempre affluiti cacciatori ed escursionisti: forse è corretto considerarla un simbolo o un “venerabile avello”.
Si racconta che un giorno, davanti a questa vecchia costruzione saracena, alcuni abitanti di Conca si accorsero che c'erano due anziane turiste americane inginocchiate. “Che cosa fate in questa posizione?” risposero: “stiamo pregando Dio per farci morire qui ed essere sepolte nella torre. Questo è il posto più bello del mondo!”.
Furono convinte a desistere da quel tipo di preghiera e negli anni successivi sono ritornate a Conca: questa volta per divertirsi!
Il Fiordo
A Conca dei Marini appartiene anche la mediana del vallone, detto di Furore, ove il mare penetra profondamente come in un fiordo, mentre dai monti scorrono le acque del torrente Schiato che un tempo alimentava cartiere, mulini e canali situati nella parte più interna di questa alta e scoscesa ferita della roccia ricca di vegetazione e di grotte preistoriche…
Qui nidificano gli ultimi esemplari di falco pellegrino e qui sopravvive, grazie ad un particolare microclima, la felce termofila “Woodwardia radicans”, splendido e raro esemplare di flora relitta dell'era terziaria.
Affacciato sulla spiaggia ed addossato su di un lato della montagna, splendido è il pittoresco villaggio di pescatori che ricorda i tempi passati, quando questo luogo era animato febbrilmente da tante attività commerciali perché importante sbocco a mare per la popolazione locale.
Il Borgo Marinaro
Scorcio panoramico di suggestiva bellezza è il caratteristico ed antico borgo marinaro arroccato in una piccola ansa del mare, costituito da casette a filo di mare, come l'antica “maccaronia” con le fondamenta ad arco che emergono direttamente dall'acqua.
Le case sono affacciate su una caratteristica caletta considerata uno delle più belle spiagge d'Italia, che negli anni '60 annoverava tra i suoi habitués la principessa Margaret di Inghilterra, Jacqueline Kennedy, Gianni Agnelli, la Principessa d'Olanda e tanti altri ancora che lo hanno eletto luogo esclusivo, ove in epoche non lontane si concentravano le ville dei maggiori vip della scena internazionale: le residenze esclusive dei Moet et Chandon, di Carlo Ponti, dei Ruffo e dei D'Urso, del pittore Enotrio Pugliese, della contessa Matilde Visconti Greffi… ospiti dei quali artisti, scrittori, registi di grido venivano a bagnarsi in questo mare color smeraldo.
Oggi, non è meno frequentato che negli anni passati; nei mesi estivi si anima di bagnanti e turisti che via mare o via terra raggiungono questa piccola baia, ben attrezzata e con un mare limpido e pulito.
Sulla spiaggia c'è una piccola cappellina, dedicata a Santa Maria della Neve (si tramanda che la dedica avvenne dopo una straordinaria nevicata in pieno agosto) ed il 5 di agosto si organizza una suggestiva e folcloristica festa (vedi foto).
Dopo la Santa Messa , la Madonnina viene portata solennemente in processione via mare fino ad Amalfi, con una larga partecipazione di barche che seguono il suggestivo ed insolito corteo marinaro. Al ritorno viene festeggiata sulla spiaggia, in un tripudio di luci e colori da tutta la popolazione locale, in special modo dai barcaioli e dai pescatori che chiedono la Sua santa protezione.